{"id":23229,"date":"2013-01-24T18:57:25","date_gmt":"2013-01-24T17:57:25","guid":{"rendered":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/?guid=f974ec56e969550a70131dfc16086570"},"modified":"2013-01-24T18:57:25","modified_gmt":"2013-01-24T17:57:25","slug":"al-qaida-nel-maghreb-islamico-chi-sono-e-chi-ce-dietro","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/breaking-news\/al-qaida-nel-maghreb-islamico-chi-sono-e-chi-ce-dietro\/","title":{"rendered":"Al-Qaida nel Maghreb islamico: Chi sono e chi c\u2019\u00c3\u00a8 dietro?"},"content":{"rendered":"<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" height=\"194\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ansar-el-dine.png\" class=\"attachment-single-post-thumbnail wp-post-image\" alt=\"ansar el dine\" title=\"ansar el dine\" \/><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F01%2FMali-Algerie.jpg\" rel=\"lightbox[5320359]\" title=\"Mali-Algerie\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5319859\" title=\"Mali-Algerie\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Mali-Algerie-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\" \/><\/a>Global Research, 21 gennaio 2013<\/div>\n<p>Chi c\u2019\u00c3\u00a8 dietro il gruppo terroristico che ha attaccato il complesso gasifero della BP-Statoil-Sonatrach del giacimento di Amenas, che si trova al confine con la Libia nel sud-est dell\u2019Algeria?<br \/>L\u2019operazione era stata coordinata da Moqtar Belmoqtar, leader della brigata islamista al-Mulathamin, o \u201ccoloro che si firmano con il sangue\u201d, affiliata ad al-Qaida. L\u2019organizzazione di Belmoqtar \u00c3\u00a8 coinvolta nel traffico di droga, nel contrabbando e nel sequestro di stranieri nel Nord Africa. Sebbene la sua ubicazione sia nota, l\u2019intelligence francese ha soprannominato Belmoqtar \u201cl\u2019imprendibile\u201d. Belmoqtar si \u00c3\u00a8 assunta la responsabilit\u00c3\u00a0, per conto di al-Qaida, del rapimento di 41 ostaggi occidentali, tra cui 7 statunitensi, nel complesso gasifero della alla BP di Amenas. Belmoqtar, tuttavia, non \u00c3\u00a8 stato direttamente coinvolto nell\u2019attacco vero e proprio. Il comandante sul campo dell\u2019operazione era Abdul Rahman al-Nigeri, un veterano jihadista del Niger, che aveva fatto parte del Gruppo Algerino per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) nel 2005. (Albawaba, 17 gennaio 2013)<\/p>\n<p>L\u2019operazione per il sequestro di Amenas \u00c3\u00a8 stata effettuata cinque giorni dopo l\u2019avvio degli attacchi aerei della Francia contro i militanti di al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) nel nord del Mali. Le forze speciali francesi e le truppe del Mali hanno ripreso il controllo di Diabaly e Konna, due cittadine a nord di Mopti. La citt\u00c3\u00a0 di Diabaly era stata apparentemente presa pochi giorni prima dai combattenti guidati da uno dei principali comandanti di AQIM, Abdelhamid Abu Zeid. Mentre l\u2019attacco terroristico e il sequestro dell\u2019impianto gasifero d\u2019In Amenas \u00c3\u00a8 stato descritto come una vendetta, non \u00c3\u00a8 stata per nulla improvvisato, come confermato dagli analisti, l\u2019operazione con ogni probabilit\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 stata pianificata con largo anticipo: \u201cUfficiali europei e statunitensi dicono che il raid era quasi certamente fin troppo elaborato, per essere stato pianificato in cos\u00c3\u00ac breve tempo, anche se l\u2019operazione della Francia avrebbe spinto i combattenti a condurre un assalto che avevano gi\u00c3\u00a0 preparato.\u201d<br \/>Secondo i recenti rapporti (20 gennaio 2012) ci sono state circa 80 vittime, tra ostaggi e combattenti jihadisti. Vi erano diverse centinaia di lavoratori nell\u2019impianto gasifero, la maggior parte dei quali algerini. \u201cTra le persone soccorse, solo 107 su 792 lavoratori erano stranieri\u201d, secondo il ministero degli Interni algerino. I governi britannico e francese incolpano i jihadisti. Secondo il primo ministro britannico David Cameron: \u201cNaturalmente la gente far\u00c3\u00a0 delle domande sulla reazione algerina a questi eventi, ma vorrei solo dire che la responsabilit\u00c3\u00a0 di queste morti ricade direttamente sui terroristi che hanno lanciato questo attacco, feroce e vile. (Reuters, 20 gennaio 2013).<br \/>Notizie di stampa confermano, tuttavia, che il gran numero di morti tra gli ostaggi e i combattenti islamici \u00c3\u00a8 stato il risultato dei bombardamenti delle forze algerine. Dei negoziati con i rapitori, che avrebbero potuto salvare delle vite, non sono stati seriamente contemplati n\u00c3\u00a9 dai governi algerini n\u00c3\u00a9 da quelli occidentali. I militanti chiedevano la fine degli attacchi francesi nel nord del Mali, in cambio della sicurezza per gli ostaggi. Il leader di al-Qaida Belmoqtar aveva affermato: \u201cSiamo pronti a negoziare con l\u2019occidente e il governo algerino, a condizione che s\u2019interrompano i bombardamenti dei musulmani del Mali.\u201d (Reuters, 20 gennaio 2013) Nelle fila dei jihadisti vi erano mercenari provenienti da un certo numero di paesi musulmani, tra cui la Libia (ancora da confermare), cos\u00c3\u00ac come dei combattenti provenienti da paesi occidentali.<\/p>\n<p><strong>Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM). Chi \u00c3\u00a8?<br \/><\/strong><\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F01%2Fmali_fighting.gif\" rel=\"lightbox[5320359]\" title=\"mali_fighting\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-5320361\" title=\"mali_fighting\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mali_fighting-300x274.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"274\" \/><\/a>Vi \u00c3\u00a8 un certo numero di gruppi affiliati attivamente presenti nel nord del Mali:<br \/>\n&#8211; Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM), guidato da Abdelmaleq Druqdel, \u201cl\u2019emiro di al-Qaida nel Maghreb islamico\u201d,<br \/>\n&#8211; Ansar al-Din guidato da Iyad Ag Ghaly,<br \/>\n&#8211; il Movimento per l\u2019Unicit\u00c3\u00a0 e la Jihad in Africa occidentale (MUJAO).<br \/>\nIl Gruppo Islamico Armato, o Groupe Islamique Arm\u00c3\u00a9 (GIA) che era in primo piano negli anni \u201990, \u00c3\u00a8 in gran parte defunto. I suoi membri hanno aderito ad AQIM.<br \/>\nIl Movimento Nazionale per la Liberazione del Azawad (MNLA) \u00c3\u00a8 un movimento per l\u2019indipendenza tuareg, nazionalista e laico.<\/div>\n<p><strong>Cenni storici<\/strong><\/p>\n<p>Nel settembre 2006, il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) un\u00c3\u00ac le forze con al-Qaida. Il GSPC \u00c3\u00a8 stato fondato da Hassan Hattab, un ex comandante del GIA. Nel gennaio 2007, il gruppo mut\u00c3\u00b2 ufficialmente il nome in al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM). Nei primi mesi del 2007 la nuova formazione stabil\u00c3\u00ac stretti rapporti con il Gruppo combattente islamico libico (LIFG). I comandanti del GSPC si ispirano all\u2019insegnamento religioso del salafismo dell\u2019Arabia Saudita, che storicamente ha svolto un ruolo importante nell\u2019addestramento dei mujahidin in Afghanistan. La storia dei comandanti jihadisti di AQIM \u00c3\u00a8 importante per affrontare la questione pi\u00c3\u00b9 ampia:<\/p>\n<p>&#8211; Chi c\u2019\u00c3\u00a8 dietro le varie fazioni affiliate ad al-Qaida?<br \/>&#8211; Chi sostiene i terroristi?<br \/>&#8211; Quali interessi politici ed economici servono?<\/p>\n<div>Il Counsil on Foreign Relations (CFR) di Washington fa risalire le origini di AQIM alla guerra in Afghanistan: \u201cLa maggior parte dei leader principali di AQIM si crede sia stato addestrata in Afghanistan durante la guerra contro i sovietici, nel 1979-1989, nell\u2019ambito del gruppo di volontari del Nord Africa conosciuto come \u201carabi afghani\u201d, che ritornarono nella regione e radicalizzarono i movimenti islamici, negli anni che seguirono. Il gruppo \u00c3\u00a8 diviso in \u201ckatiba\u201d o brigate, che raggruppano cellule diverse e spesso indipendenti. Il comandante supremo del gruppo, o emiro, dal 2004 \u00c3\u00a8 Abdelmaleq Druqdel, noto anche come Abu Mussab Abdelwadud, un ingegnere esperto di esplosivi che ha combattuto in Afghanistan ed ha origini nel GIA in Algeria. Fu sotto la guida di Druqdel che AQIM dichiar\u00c3\u00b2 che la Francia \u00c3\u00a8 il suo obiettivo principale. Uno dei \u201cpi\u00c3\u00b9 violenti e radicali\u201d leader di AQIM \u00c3\u00a8 Abdelhamid Abu Zeid, secondo gli esperti di antiterrorismo. Abu Zied \u00c3\u00a8 legato a diversi rapimenti ed esecuzioni di cittadini europei nella regione. (Council on Foreign Relations, al-Qaida nel Maghreb Islamico,\u00a0<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fcfr.org%2F\" onclick=\"javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','http:\/\/cfr.org\/']);\">Cfr.org<\/a>, senza data).<\/div>\n<p>Ci\u00c3\u00b2 che il rapporto del CFR non riesce a ricordare \u00c3\u00a8 che la Jihad islamica in Afghanistan fu un\u2019iniziativa della CIA, avviata nel 1979 durante l\u2019amministrazione Carter. Venne attivamente sostenuta dal presidente Ronald Reagan nel corso degli anni \u201980. Nel 1979, la pi\u00c3\u00b9 grande operazione segreta nella storia della CIA venne attuata in Afghanistan. Missionari wahabiti provenienti dall\u2019Arabia Saudita crearono delle scuole coraniche (madrase) in Pakistan e Afghanistan. I libri di testo islamici utilizzati nelle madrasse venivano stampati e pubblicati in Nebraska. Il finanziamento occulto veniva incanalato ai mujahidin con il sostegno della CIA: \u201cCon l\u2019attivo incoraggiamento della CIA e dell\u2019ISI pakistano, che volevano trasformare la jihad afghana in una guerra globale condotta da tutti gli stati musulmani contro l\u2019Unione Sovietica, circa 35.000 musulmani radicali provenienti da 40 paesi islamici si unirono alla lotta in Afghanistan, tra il 1982 e il 1992. Decine di migliaia di persone andarono a studiare nelle madrase pakistane. Alla fine, pi\u00c3\u00b9 di 100.000 musulmani radicali stranieri furono direttamente influenzati dalla jihad afghana.\u201d (Ahmed Rashid,\u201dI taliban: l\u2019esportazione dell\u2019estremismo\u201d, Foreign Affairs, novembre-dicembre 1999).<\/p>\n<p>La Central Intelligence Agency (CIA), usando i militari pakistani dell\u2019Inter-Services Intelligence (ISI), svolse un ruolo chiave nell\u2019addestramento dei mujahidin. A sua volta, l\u2019addestramento dei guerriglieri sponsorizzati dalla CIA venne integrato con gli insegnamenti dell\u2019Islam: \u201cNel marzo 1985, il presidente Reagan firmava la Decisione direttiva per la Sicurezza Nazionale N\u00b0 166, \u2026 [che] autorizzava [l&#8217;]intensificazione degli aiuti militari occulti ai mujahidin, e chiariva che la guerra segreta afghana aveva un nuovo obiettivo: sconfiggere le truppe sovietiche in Afghanistan attraverso azioni occulte e incoraggiare il ritiro sovietico. La nuova assistenza segreta degli Stati Uniti inizi\u00c3\u00b2 con un drammatico aumento delle forniture di armi, un costante aumento fino a 65.000 tonnellate all\u2019anno nel 1987\u2026 cos\u00c3\u00ac come un \u201cflusso incessante\u201d di specialisti della CIA e del Pentagono che si recarono al quartier generale segreto dell\u2019ISI pakistana, sulla strada principale di Rawalpindi, in Pakistan. Gli specialisti della CIA incontrarono i funzionari dell\u2019intelligence pakistana per pianificare le operazioni dei ribelli afghani.\u201d (Steve Coll, Washington Post, 19 luglio 1992)<br \/>Moqtar Belmoqtar, la mente dietro l\u2019attacco terroristico della brigata islamista al-Mulathamin al complesso gasifero di Amenas, \u00c3\u00a8 uno dei membri fondatori di AQIM. Fu addestrato e reclutato dalla CIA in Afghanistan. Belmoqtar era un volontario nordafricano, un \u201cafgano arabo\u201d arruolatosi a 19 anni come mujahidin per combattere nelle fila di al-Qaida in Afghanistan, in un momento in cui la CIA e la sua affiliata pakistana, l\u2019Inter Services Intelligence (ISI), sostenevano attivamente sia il reclutamento che l\u2019addestramento dei jihadisti. Moqtar Belmoqar ha combattuto nella \u201cguerra civile\u201d in Afghanistan. Tornato in Algeria nel 1993, si un\u00c3\u00ac al GSPC. La storia di Belmoqtar e il suo coinvolgimento in Afghanistan suggeriscono che sia stato sponsorizzato quale \u201casset dell\u2019intelligence\u201d statunitense.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo degli alleati degli USA: Arabia Saudita e Qatar<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) fin dal 2007 aveva stabilito una stretta relazione con il Gruppo combattente islamico libico (LIFG), i cui leader erano stati addestrati e reclutati in Afghanistan dalla CIA. Il LIFG era sostenuto segretamente dalla CIA e dall\u2019MI6 britannico. Il LIFG \u00c3\u00a8 stato supportato direttamente dalla NATO durante la guerra del 2011 contro la Libia, \u201cfornendo armi, addestramento, forze speciali e perfino aerei per aiutarlo a rovesciare il governo della Libia.\u201d (Tony Cartalucci, The Geopolitical Reordering of Africa: US Covert Support to Al Qaeda in Northern Mali, France \u201cComes to the Rescue\u201d, Global Research, gennaio 2013).<\/p>\n<div>Le Forze speciali britanniche SAS giunsero in Libia prima dell\u2019inizio dell\u2019insurrezione, in qualit\u00c3\u00a0 di consulenti militari del LIFG. Recentemente, relazioni confermano che AQIM ha ricevuto armi dal Gruppo combattente islamico libico (LIFG). Mercenari del LIFG si sono integrati nelle brigate di AQIM. Secondo il comandante Moqtar Belmoqtar, che ha coordinato l\u2019operazione del sequestro di In Amenas: \u201cSiamo uno dei principali beneficiari delle rivoluzioni nel mondo arabo. Per quanto ci riguarda, abbiamo ottenuto delle armi (dalla Libia), questa \u00c3\u00a8 una cosa naturale in simili circostanze.\u201d\u00a0<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fwww.hanford.gov%2Fc.cfm%2Foci%2Fci_terrorist.cfm%3Fdossier%3D174\" onclick=\"javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','http:\/\/www.hanford.gov\/c.cfm\/oci\/ci_terrorist.cfm?dossier=174']);\" rel=\"nofollow\" >http:\/\/www.hanford.gov\/c.cfm\/oci\/ci_terrorist.cfm?dossier=174<\/a><\/div>\n<p>L\u2019impianto della BP ad In Amenas \u00c3\u00a8 situato direttamente sul confine con la Libia. Si sospetta che vi fosse un contingente di combattenti del Gruppo combattente islamico libico (LIFG) coinvolto nell\u2019operazione. AQIM ha anche legami con il Fronte al-Nusra in Siria, sostenuto segretamente da Arabia Saudita e Qatar.<\/p>\n<p>Al-Qaida nel Maghreb Islamico \u00c3\u00a8 indelebilmente legato all\u2019agenda delle intelligence occidentali. \u00c3\u02c6 descritto come \u201cuno dei pi\u00c3\u00b9 ricchi e pi\u00c3\u00b9 armati gruppi militanti della regione\u201d, finanziato segretamente da Arabia Saudita e Qatar. Il giornale francese Canard encha\u00c3\u00aen\u00c3\u00a9 ha rivelato (nel giugno 2012) che il Qatar (un fedele alleato degli Stati Uniti) ha finanziato varie entit\u00c3\u00a0 terroristiche in Mali, tra cui il salafita Ansar al-Din: \u201cI ribelli tuareg del MNLA (indipendentisti e laici), Ansar al-Din, AQIM (al-Qaida nel Maghreb islamico) e Mujao (Jihad in Africa occidentale), ricevono dollari dal Qatar, secondo un rapporto (The Examiner). Il giornale satirico francese Canard encha\u00c3\u00aen\u00c3\u00a9 riportava [nel giugno 2012] che il Qatar stava probabilmente finanziando gruppi armati nel nord del Mali, che si diffondevano in Algeria e nell\u2019Africa occidentale. I sospetti che Ansar al-Din, il principale gruppo armato pro-shari\u2019ah nella regione, abbia ricevuto finanziamenti dal Qatar, circolano in Mali da diversi mesi. Rapporti (ancora non confermati) su un aereo del \u2018Qatar\u2019 che sarebbe atterrato a Gao carico di armi, denaro e droga, per esempio, sono emersi all\u2019inizio del conflitto. L\u2019articolo originale cita un rapporto dell\u2019intelligence militare francese che indicava che il Qatar forniva sostegno finanziario a tutti e tre i principali gruppi armati nel nord del Mali: l\u2019Ansar al-Din di Iyad Ag Ghali, al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) e il Movimento per l\u2019Unicit\u00c3\u00a0 e la Jihad in Africa occidentale (MUJAO). L\u2019importo del finanziamento concesso a ciascuno dei gruppi non viene menzionato, ma si parla di rapporti ripetuti del DGSE francese al ministero della Difesa, che indicavano il sostegno del Qatar al \u2018terrorismo\u2019 nel nord del Mali.\u201d<br \/>Il ruolo di al-Qaida nel Maghreb islamico come attivit\u00c3\u00a0 dell\u2019intelligence deve essere attentamente valutata. L\u2019insurrezione islamica crea le condizioni che favoriscono la destabilizzazione politica del Mali come Stato-nazione. Quali interessi geopolitici vengono serviti?<\/p>\n<p><strong>Osservazioni conclusive: \u201cThe American Sudan\u201d<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Con amara ironia, il sequestro nel sud dell\u2019Algeria e la tragedia risultante dall\u2019operazione militare di \u201csalvataggio\u201d algerina, fornisce una giustificazione umanitaria all\u2019intervento militare occidentale guidato dall\u2019US AFRICOM. Quest\u2019ultimo non opera solo in Mali e Algeria. Potrebbe anche includere la vasta regione che si estende sulla cintura sub-sahariana del Sahel, dalla Mauritania al confine occidentale del Sudan. Questa escalation \u00c3\u00a8 parte di un piano militare e strategico degli Stati Uniti, fase segeunte della militarizzazione del continente africano, \u201cun passo successivo\u201d della guerra USA-NATO in Libia del 2011. Si tratta di un progetto di conquista neo-coloniale degli Stati Uniti di una vasta area.<br \/>Mentre la Francia \u00c3\u00a8 l\u2019ex potenza coloniale che interviene a nome di Washington, la fine del gioco vedr\u00c3\u00a0 l\u2019esclusione della Francia, infine, dal Maghreb e dall\u2019Africa sub-sahariana. Questo declassamento della Francia come potenza coloniale, \u00c3\u00a8 stato avviato fin dalla guerra di Indocina nel 1950. Mentre gli Stati Uniti si preparano, a breve, a condividere il bottino di guerra con la Francia, l\u2019obiettivo ultimo di Washington \u00c3\u00a8 \u201cridisegnare la mappa del continente africano\u201d e infine portare l\u2019Africa francofona nella sfera di influenza statunitense. Quest\u2019ultima si estenderebbe su tutto il continente, dalla Mauritania sull\u2019Atlantico a Sudan, Etiopia e Somalia. Un analogo processo di esclusione della Francia dall\u2019Africa francofona \u00c3\u00a8 in corso dal 1990 in Ruanda, Burundi e Repubblica del Congo. A sua volta, il francese quale lingua ufficiale nell\u2019Africa francofona, viene insidiato. Oggi in Ruanda l\u2019inglese \u00c3\u00a8 la lingua ufficiale, accanto al kinyarwanda e al francese. Da quando l\u2019RPF \u00c3\u00a8 al governo, dal 1994, l\u2019istruzione secondaria veniva offerta in francese o in inglese. Ma dal 2009 viene offerta solo in inglese. L\u2019universit\u00c3\u00a0, dal 1994, non utilizza pi\u00c3\u00b9 il francese. (Il presidente del Ruanda Paul Kagame non legge o non parla francese). Nel 2009, il Rwanda entrava a far parte del Commonwealth.<br \/>La posta in gioco \u00c3\u00a8 un vasto territorio che, durante il periodo coloniale francese copriva l\u2019Africa occidentale ed equatoriale francese. Il Mali durante il periodo francese veniva indicato come Le Soudan fran\u00c3\u00a7ais (il Sudan francese). Ironia della sorte, questo processo di indebolimento e, infine, di esclusione della Francia dall\u2019Africa francofona viene effettuato con l\u2019avallo tacito dell\u2019ex presidente Nicolas Sarkozy e del presidente Fran\u00c3\u00a7ois Hollande, entrambi al servizio degli interessi geopolitici degli Stati Uniti, a danno di quelli della Repubblica francese. La militarizzazione del continente africano fa parte del mandato dell\u2019US AFRICOM. L\u2019obiettivo a lungo termine \u00c3\u00a8 esercitare il controllo geopolitico e militare su una vasta area, che storicamente rientrava nella sfera d\u2019influenza della Francia. Questa zona \u00c3\u00a8 ricca di petrolio, gas, oro, uranio e minerali strategici. (Cfr. R. Teichman, The War on Mali. What you Should Know: An Eldorado of Uranium, Gold, Petroleum, Strategic Minerals\u2026, Global Research, 15 gennaio 2013)<\/p>\n<p>Copyright \u00a9 2013 Global Research<\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fal-qaeda-in-the-islamic-maghreb-whos-whos-who-is-behind-the-terrorists%2F5319754%3Fprint%3D1\" rel=\"nofollow\" >http:\/\/www.globalresearch.ca\/al-qaeda-in-the-islamic-maghreb-whos-whos-who-is-behind-the-terrorists\/5319754?print=1<\/a><\/div>\n<div>Traduzione di Alessandro Lattanzio<br \/><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Fsitoaurora.altervista.org%2Fhome.htm\" onclick=\"javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','http:\/\/sitoaurora.altervista.org\/home.htm']);\" rel=\"nofollow\" >http:\/\/sitoaurora.altervista.org\/home.htm<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&#038;u=http%3A%2F%2Faurorasito.wordpress.com%2F\" onclick=\"javascript:_gaq.push(['_trackEvent','outbound-article','http:\/\/aurorasito.wordpress.com\/']);\" rel=\"nofollow\" >http:\/\/aurorasito.wordpress.com<\/a><\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/pixel.quantserve.com\/pixel\/p-89EKCgBk8MZdE.gif\" border=\"0\" height=\"1\" width=\"1\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" height=\"194\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ansar-el-dine.png\" alt=\"ansar el dine\" title=\"ansar el dine\"\/><\/p>\n<div>\n<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F01%2FMali-Algerie.jpg\" rel=\"lightbox[5320359]\" title=\"Mali-Algerie\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"Mali-Algerie\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Mali-Algerie-300x207.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"207\"\/><\/a>Global Research, 21 gennaio 2013<\/div>\n<p>Chi c&rsquo;&egrave; dietro il gruppo terroristico che ha attaccato il complesso gasifero della BP-Statoil-Sonatrach del giacimento di Amenas, che si trova al confine con la Libia nel sud-est dell&rsquo;Algeria?<br \/>L&rsquo;operazione era stata coordinata da Moqtar Belmoqtar, leader della brigata islamista al-Mulathamin, o &ldquo;coloro che si firmano con il sangue&rdquo;, affiliata ad al-Qaida. L&rsquo;organizzazione di Belmoqtar &egrave; coinvolta nel traffico di droga, nel contrabbando e nel sequestro di stranieri nel Nord Africa. Sebbene la sua ubicazione sia nota, l&rsquo;intelligence francese ha soprannominato Belmoqtar &ldquo;l&rsquo;imprendibile&rdquo;. Belmoqtar si &egrave; assunta la responsabilit&agrave;, per conto di al-Qaida, del rapimento di 41 ostaggi occidentali, tra cui 7 statunitensi, nel complesso gasifero della alla BP di Amenas. Belmoqtar, tuttavia, non &egrave; stato direttamente coinvolto nell&rsquo;attacco vero e proprio. Il comandante sul campo dell&rsquo;operazione era Abdul Rahman al-Nigeri, un veterano jihadista del Niger, che aveva fatto parte del Gruppo Algerino per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) nel 2005. (Albawaba, 17 gennaio 2013)<\/p>\n<p>L&rsquo;operazione per il sequestro di Amenas &egrave; stata effettuata cinque giorni dopo l&rsquo;avvio degli attacchi aerei della Francia contro i militanti di al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) nel nord del Mali. Le forze speciali francesi e le truppe del Mali hanno ripreso il controllo di Diabaly e Konna, due cittadine a nord di Mopti. La citt&agrave; di Diabaly era stata apparentemente presa pochi giorni prima dai combattenti guidati da uno dei principali comandanti di AQIM, Abdelhamid Abu Zeid. Mentre l&rsquo;attacco terroristico e il sequestro dell&rsquo;impianto gasifero d&rsquo;In Amenas &egrave; stato descritto come una vendetta, non &egrave; stata per nulla improvvisato, come confermato dagli analisti, l&rsquo;operazione con ogni probabilit&agrave; &egrave; stata pianificata con largo anticipo: &ldquo;Ufficiali europei e statunitensi dicono che il raid era quasi certamente fin troppo elaborato, per essere stato pianificato in cos&igrave; breve tempo, anche se l&rsquo;operazione della Francia avrebbe spinto i combattenti a condurre un assalto che avevano gi&agrave; preparato.&rdquo;<br \/>Secondo i recenti rapporti (20 gennaio 2012) ci sono state circa 80 vittime, tra ostaggi e combattenti jihadisti. Vi erano diverse centinaia di lavoratori nell&rsquo;impianto gasifero, la maggior parte dei quali&nbsp; algerini. &ldquo;Tra le persone soccorse, solo 107 su 792 lavoratori erano stranieri&rdquo;, secondo il ministero degli Interni algerino. I governi britannico e francese incolpano i jihadisti. Secondo il primo ministro britannico David Cameron: &ldquo;Naturalmente la gente far&agrave; delle domande sulla reazione algerina a questi eventi, ma vorrei solo dire che la responsabilit&agrave; di queste morti ricade direttamente sui terroristi che hanno lanciato questo attacco, feroce e vile. (Reuters, 20 gennaio 2013).<br \/>Notizie di stampa confermano, tuttavia, che il gran numero di morti tra gli ostaggi e i combattenti islamici &egrave; stato il risultato dei bombardamenti delle forze algerine. Dei negoziati con i rapitori, che avrebbero potuto salvare delle vite, non sono stati seriamente contemplati n&eacute; dai governi algerini n&eacute; da quelli occidentali. I militanti chiedevano la fine degli attacchi francesi nel nord del Mali, in cambio della sicurezza per gli ostaggi. Il leader di al-Qaida Belmoqtar aveva affermato: &ldquo;Siamo pronti a negoziare con l&rsquo;occidente e il governo algerino, a condizione che s&rsquo;interrompano i bombardamenti dei musulmani del Mali.&rdquo; (Reuters, 20 gennaio 2013) Nelle fila dei jihadisti vi erano mercenari provenienti da un certo numero di paesi musulmani, tra cui la Libia (ancora da confermare), cos&igrave; come dei combattenti provenienti da paesi occidentali.<\/p>\n<p><strong>Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM). Chi &egrave;?<br \/><\/strong><\/p>\n<div>\n<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fwp-content%2Fuploads%2F2013%2F01%2Fmali_fighting.gif\" rel=\"lightbox[5320359]\" title=\"mali_fighting\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" title=\"mali_fighting\" src=\"http:\/\/www.globalresearch.ca\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/mali_fighting-300x274.gif\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"274\"\/><\/a>Vi &egrave; un certo numero di gruppi affiliati attivamente presenti nel nord del Mali:<br \/>\n&bull; Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM), guidato da Abdelmaleq Druqdel, &ldquo;l&rsquo;emiro di al-Qaida nel Maghreb islamico&rdquo;,<br \/>\n&bull; Ansar al-Din guidato da Iyad Ag Ghaly,<br \/>\n&bull; il Movimento per l&rsquo;Unicit&agrave; e la Jihad in Africa occidentale (MUJAO).<br \/>\nIl Gruppo Islamico Armato, o Groupe Islamique Arm&eacute; (GIA) che era in primo piano negli anni &rsquo;90, &egrave; in gran parte defunto. I suoi membri hanno aderito ad AQIM.<br \/>\nIl Movimento Nazionale per la Liberazione del Azawad (MNLA) &egrave; un movimento per l&rsquo;indipendenza tuareg, nazionalista e laico.<\/div>\n<p><strong>Cenni storici<\/strong><\/p>\n<p>Nel settembre 2006, il Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento (GSPC) un&igrave; le forze con al-Qaida. Il GSPC &egrave; stato fondato da Hassan Hattab, un ex comandante del GIA. Nel gennaio 2007, il gruppo mut&ograve; ufficialmente il nome in al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM). Nei primi mesi del 2007 la nuova formazione stabil&igrave; stretti rapporti con il Gruppo combattente islamico libico (LIFG). I comandanti del GSPC si ispirano all&rsquo;insegnamento religioso del salafismo dell&rsquo;Arabia Saudita, che storicamente ha svolto un ruolo importante nell&rsquo;addestramento dei mujahidin in Afghanistan. La storia dei comandanti jihadisti di AQIM &egrave; importante per affrontare la questione pi&ugrave; ampia:<\/p>\n<p>&bull; Chi c&rsquo;&egrave; dietro le varie fazioni affiliate ad al-Qaida?<br \/>&bull; Chi sostiene i terroristi?<br \/>&bull; Quali interessi politici ed economici servono?<\/p>\n<div>Il Counsil on Foreign Relations (CFR) di Washington fa risalire le origini di AQIM alla guerra in Afghanistan: &ldquo;La maggior parte dei leader principali di AQIM si crede sia stato addestrata in Afghanistan durante la guerra contro i sovietici, nel 1979-1989, nell&rsquo;ambito del gruppo di volontari del Nord Africa conosciuto come &ldquo;arabi afghani&rdquo;, che ritornarono nella regione e radicalizzarono i movimenti islamici, negli anni che seguirono. Il gruppo &egrave; diviso in &ldquo;katiba&rdquo; o brigate, che&nbsp; raggruppano cellule diverse e spesso indipendenti. Il comandante supremo del gruppo, o emiro, dal 2004 &egrave; Abdelmaleq Druqdel, noto anche come Abu Mussab Abdelwadud, un ingegnere esperto di esplosivi che ha combattuto in Afghanistan ed ha origini nel GIA in Algeria. Fu sotto la guida di Druqdel che AQIM dichiar&ograve; che la Francia &egrave; il suo obiettivo principale. Uno dei &ldquo;pi&ugrave; violenti e radicali&rdquo; leader di AQIM &egrave; Abdelhamid Abu Zeid, secondo gli esperti di antiterrorismo. Abu Zied &egrave; legato a diversi rapimenti ed esecuzioni di cittadini europei nella regione. (Council on Foreign Relations, al-Qaida nel Maghreb Islamico,&nbsp;<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fcfr.org%2F\">Cfr.org<\/a>, senza data).<\/div>\n<p>Ci&ograve; che il rapporto del CFR non riesce a ricordare &egrave; che la Jihad islamica in Afghanistan fu un&rsquo;iniziativa della CIA, avviata nel 1979 durante l&rsquo;amministrazione Carter. Venne attivamente sostenuta dal presidente Ronald Reagan nel corso degli anni &rsquo;80. Nel 1979, la pi&ugrave; grande operazione segreta nella storia della CIA venne attuata in Afghanistan. Missionari wahabiti provenienti dall&rsquo;Arabia Saudita crearono delle scuole coraniche (madrase) in Pakistan e Afghanistan. I libri di testo islamici utilizzati nelle madrasse venivano stampati e pubblicati in Nebraska. Il finanziamento occulto veniva incanalato ai mujahidin con il sostegno della CIA: &ldquo;Con l&rsquo;attivo incoraggiamento della CIA e dell&rsquo;ISI pakistano, che volevano trasformare la jihad afghana in una guerra globale condotta da tutti gli stati musulmani contro l&rsquo;Unione Sovietica, circa 35.000 musulmani radicali provenienti da 40 paesi islamici si unirono alla lotta in Afghanistan, tra il 1982 e il 1992. Decine di migliaia di persone andarono a studiare nelle madrase pakistane. Alla fine, pi&ugrave; di 100.000 musulmani radicali stranieri furono direttamente influenzati dalla jihad afghana.&rdquo; (Ahmed Rashid,&rdquo;I taliban: l&rsquo;esportazione dell&rsquo;estremismo&rdquo;, Foreign Affairs, novembre-dicembre 1999).<\/p>\n<p>La Central Intelligence Agency (CIA), usando i militari pakistani dell&rsquo;Inter-Services Intelligence (ISI), svolse un ruolo chiave nell&rsquo;addestramento dei mujahidin. A sua volta, l&rsquo;addestramento dei guerriglieri sponsorizzati dalla CIA venne integrato con gli insegnamenti dell&rsquo;Islam: &ldquo;Nel marzo 1985, il presidente Reagan firmava la Decisione direttiva per la Sicurezza Nazionale N&deg; 166, &hellip; [che] autorizzava [l&#8217;]intensificazione degli aiuti militari occulti ai mujahidin, e chiariva che la guerra segreta afghana aveva un nuovo obiettivo: sconfiggere le truppe sovietiche in Afghanistan attraverso azioni occulte e incoraggiare il ritiro sovietico. La nuova assistenza segreta degli Stati Uniti inizi&ograve; con un drammatico aumento delle forniture di armi, un costante aumento fino a 65.000 tonnellate all&rsquo;anno nel 1987&hellip; cos&igrave; come un &ldquo;flusso incessante&rdquo; di specialisti della CIA e del Pentagono che si recarono al quartier generale segreto dell&rsquo;ISI pakistana, sulla strada principale di Rawalpindi, in Pakistan. Gli specialisti della CIA incontrarono i funzionari dell&rsquo;intelligence pakistana per pianificare le operazioni dei ribelli afghani.&rdquo; (Steve Coll, Washington Post, 19 luglio 1992)<br \/>Moqtar Belmoqtar, la mente dietro l&rsquo;attacco terroristico della brigata islamista al-Mulathamin al&nbsp; complesso gasifero di Amenas, &egrave; uno dei membri fondatori di AQIM. Fu addestrato e reclutato dalla CIA in Afghanistan. Belmoqtar era un volontario nordafricano, un &ldquo;afgano arabo&rdquo; arruolatosi a 19 anni come mujahidin per combattere nelle fila di al-Qaida in Afghanistan, in un momento in cui la CIA e la sua affiliata pakistana, l&rsquo;Inter Services Intelligence (ISI), sostenevano attivamente sia il reclutamento che l&rsquo;addestramento dei jihadisti. Moqtar Belmoqar ha combattuto nella &ldquo;guerra civile&rdquo; in Afghanistan. Tornato in Algeria nel 1993, si un&igrave; al GSPC. La storia di Belmoqtar e il suo coinvolgimento in Afghanistan suggeriscono che sia stato sponsorizzato quale &ldquo;asset dell&rsquo;intelligence&rdquo; statunitense.<\/p>\n<p><strong>Il ruolo degli alleati degli USA: Arabia Saudita e Qatar<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) fin dal 2007 aveva stabilito una stretta relazione con il Gruppo combattente islamico libico (LIFG), i cui leader erano stati addestrati e reclutati in Afghanistan dalla CIA. Il LIFG era sostenuto segretamente dalla CIA e dall&rsquo;MI6 britannico. Il LIFG &egrave; stato supportato direttamente dalla NATO durante la guerra del 2011 contro la Libia, &ldquo;fornendo&nbsp; armi, addestramento, forze speciali e perfino aerei per aiutarlo a rovesciare il governo della Libia.&rdquo; (Tony Cartalucci, The Geopolitical Reordering of Africa: US Covert Support to Al Qaeda in Northern Mali, France &ldquo;Comes to the Rescue&rdquo;, Global Research, gennaio 2013).<\/p>\n<div>Le Forze speciali britanniche SAS giunsero in Libia prima dell&rsquo;inizio dell&rsquo;insurrezione, in qualit&agrave; di consulenti militari del LIFG. Recentemente, relazioni confermano che AQIM ha ricevuto armi dal Gruppo combattente islamico libico (LIFG). Mercenari del LIFG si sono integrati nelle brigate di AQIM. Secondo il comandante Moqtar Belmoqtar, che ha coordinato l&rsquo;operazione del sequestro&nbsp; di In Amenas: &ldquo;Siamo uno dei principali beneficiari delle rivoluzioni nel mondo arabo. Per quanto ci riguarda, abbiamo ottenuto delle armi (dalla Libia), questa &egrave; una cosa naturale in simili circostanze.&rdquo;&nbsp;<a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.hanford.gov%2Fc.cfm%2Foci%2Fci_terrorist.cfm%3Fdossier%3D174\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/www.hanford.gov\/c.cfm\/oci\/ci_terrorist.cfm?dossier=174<\/a>\n<\/div>\n<p>L&rsquo;impianto della BP ad In Amenas &egrave; situato direttamente sul confine con la Libia. Si sospetta che vi fosse un contingente di combattenti del Gruppo combattente islamico libico (LIFG) coinvolto nell&rsquo;operazione. AQIM ha anche legami con il Fronte al-Nusra in Siria, sostenuto segretamente da Arabia Saudita e Qatar.<\/p>\n<p>Al-Qaida nel Maghreb Islamico &egrave; indelebilmente legato all&rsquo;agenda delle intelligence occidentali. &Egrave; descritto come &ldquo;uno dei pi&ugrave; ricchi e pi&ugrave; armati gruppi militanti della regione&rdquo;, finanziato segretamente da Arabia Saudita e Qatar. Il giornale francese Canard encha&icirc;n&eacute; ha rivelato (nel giugno 2012) che il Qatar (un fedele alleato degli Stati Uniti) ha finanziato varie entit&agrave; terroristiche in Mali, tra cui il salafita Ansar al-Din: &ldquo;I ribelli tuareg del MNLA (indipendentisti e laici), Ansar al-Din, AQIM (al-Qaida nel Maghreb islamico) e Mujao (Jihad in Africa occidentale), ricevono dollari dal Qatar, secondo un rapporto (The Examiner). Il giornale satirico francese Canard encha&icirc;n&eacute; riportava [nel giugno 2012] che il Qatar stava probabilmente finanziando gruppi armati nel nord del Mali, che si diffondevano in Algeria e nell&rsquo;Africa occidentale. I sospetti che Ansar al-Din, il principale gruppo armato pro-shari&rsquo;ah nella regione, abbia ricevuto finanziamenti dal Qatar, circolano in Mali da diversi mesi. Rapporti (ancora non confermati) su un aereo del &lsquo;Qatar&rsquo; che sarebbe atterrato a Gao carico di armi, denaro e droga, per esempio, sono emersi all&rsquo;inizio del conflitto. L&rsquo;articolo originale cita un rapporto dell&rsquo;intelligence militare francese che indicava che il Qatar forniva sostegno finanziario a tutti e tre i principali gruppi armati nel nord del Mali: l&rsquo;Ansar al-Din di Iyad Ag Ghali, al-Qaida nel Maghreb Islamico (AQIM) e il Movimento per l&rsquo;Unicit&agrave; e la Jihad in Africa occidentale (MUJAO). L&rsquo;importo del finanziamento concesso a ciascuno dei gruppi non viene menzionato, ma si parla di rapporti ripetuti del DGSE francese al ministero della Difesa, che indicavano il sostegno del Qatar al &lsquo;terrorismo&rsquo; nel nord del Mali.&rdquo;<br \/>Il ruolo di al-Qaida nel Maghreb islamico come attivit&agrave; dell&rsquo;intelligence deve essere attentamente valutata. L&rsquo;insurrezione islamica crea le condizioni che favoriscono la destabilizzazione politica del Mali come Stato-nazione. Quali interessi geopolitici vengono serviti?<\/p>\n<p><strong>Osservazioni conclusive: &ldquo;The American Sudan&rdquo;<br \/><\/strong><\/p>\n<p>Con amara ironia, il sequestro nel sud dell&rsquo;Algeria e la tragedia risultante dall&rsquo;operazione militare di &ldquo;salvataggio&rdquo; algerina, fornisce una giustificazione umanitaria all&rsquo;intervento militare occidentale guidato dall&rsquo;US AFRICOM. Quest&rsquo;ultimo non opera solo in Mali e Algeria. Potrebbe anche includere la vasta regione che si estende sulla cintura sub-sahariana del Sahel, dalla Mauritania al confine occidentale del Sudan. Questa escalation &egrave; parte di un piano militare e strategico degli Stati Uniti, fase segeunte della militarizzazione del continente africano, &ldquo;un passo successivo&rdquo; della guerra USA-NATO in Libia del 2011. Si tratta di un progetto di conquista neo-coloniale degli Stati Uniti di una vasta area.<br \/>Mentre la Francia &egrave; l&rsquo;ex potenza coloniale che interviene a nome di Washington, la fine del gioco&nbsp; vedr&agrave; l&rsquo;esclusione della Francia, infine, dal Maghreb e dall&rsquo;Africa sub-sahariana. Questo declassamento della Francia come potenza coloniale, &egrave; stato avviato fin dalla guerra di Indocina nel 1950. Mentre gli Stati Uniti si preparano, a breve, a condividere il bottino di guerra con la Francia, l&rsquo;obiettivo ultimo di Washington &egrave; &ldquo;ridisegnare la mappa del continente africano&rdquo; e infine portare l&rsquo;Africa francofona nella sfera di influenza statunitense. Quest&rsquo;ultima si estenderebbe su tutto il continente, dalla Mauritania sull&rsquo;Atlantico a Sudan, Etiopia e Somalia. Un analogo processo di esclusione della Francia dall&rsquo;Africa francofona &egrave; in corso dal 1990 in Ruanda, Burundi e&nbsp; Repubblica del Congo. A sua volta, il francese quale lingua ufficiale nell&rsquo;Africa francofona, viene insidiato. Oggi in Ruanda l&rsquo;inglese &egrave; la lingua ufficiale, accanto al kinyarwanda e al francese. Da quando l&rsquo;RPF &egrave; al governo, dal 1994, l&rsquo;istruzione secondaria veniva offerta in francese o in inglese. Ma dal 2009 viene offerta solo in inglese. L&rsquo;universit&agrave;, dal 1994, non utilizza pi&ugrave; il francese. (Il presidente del Ruanda Paul Kagame non legge o non parla francese). Nel 2009, il Rwanda entrava a far parte del Commonwealth.<br \/>La posta in gioco &egrave; un vasto territorio che, durante il periodo coloniale francese copriva l&rsquo;Africa occidentale ed equatoriale francese. Il Mali durante il periodo francese veniva indicato come Le Soudan fran&ccedil;ais (il Sudan francese). Ironia della sorte, questo processo di indebolimento e, infine, di esclusione della Francia dall&rsquo;Africa francofona viene effettuato con l&rsquo;avallo tacito dell&rsquo;ex presidente Nicolas Sarkozy e del presidente Fran&ccedil;ois Hollande, entrambi al servizio degli interessi geopolitici degli Stati Uniti, a danno di quelli della Repubblica francese. La militarizzazione del continente africano fa parte del mandato dell&rsquo;US AFRICOM. L&rsquo;obiettivo a lungo termine &egrave; esercitare il controllo geopolitico e militare su una vasta area, che storicamente rientrava nella sfera d&rsquo;influenza della Francia. Questa zona &egrave; ricca di petrolio, gas, oro, uranio e minerali strategici. (Cfr. R. Teichman, The War on Mali. What you Should Know: An Eldorado of Uranium, Gold, Petroleum, Strategic Minerals&hellip;, Global Research, 15 gennaio 2013)<\/p>\n<p>Copyright &copy; 2013 Global Research<\/p>\n<div><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.globalresearch.ca%2Fal-qaeda-in-the-islamic-maghreb-whos-whos-who-is-behind-the-terrorists%2F5319754%3Fprint%3D1\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/www.globalresearch.ca\/al-qaeda-in-the-islamic-maghreb-whos-whos-who-is-behind-the-terrorists\/5319754?print=1<\/a><\/div>\n<div>Traduzione di Alessandro Lattanzio<br \/><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Fsitoaurora.altervista.org%2Fhome.htm\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/sitoaurora.altervista.org\/home.htm<\/a><br \/><a href=\"http:\/\/redirect.viglink.com\/?key=11fe087258b6fc0532a5ccfc924805c0&amp;u=http%3A%2F%2Faurorasito.wordpress.com%2F\" rel=\"nofollow\" target=\"_blank\">http:\/\/aurorasito.wordpress.com<\/a>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/pixel.quantserve.com\/pixel\/p-89EKCgBk8MZdE.gif\" border=\"0\" height=\"1\" width=\"1\"\/><\/p>\n","protected":false},"author":1213,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[487],"tags":[],"class_list":{"0":"post-23229","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","6":"category-breaking-news"},"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23229","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1213"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=23229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/23229\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=23229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=23229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/rinf.com\/alt-news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=23229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}